Per una lista unica, autonoma e alternativa al Pd

Unire le forze di sinistra e presentare alle prossime elezioni una lista unica, autonoma e alternativa al PD. Questo A? lo spirito del Brancaccio.

Unica, autonoma e alternativa: sono queste le parole chiave e sentiamo di condividerne la responsabilitA� insieme alle migliaia di donne e uomini che hanno partecipato alle assemblee sul programma organizzate in tutti i territori.

Il coinvolgimento dei territori e delle comunitA� locali nellA�elaborazione del programma, nella scelta dei propri rappresentanti e della leadership non A? un lusso, ma A? tratto qualificante di unA�esperienza politica.

Non significa ignorare la presenza dei partiti, corpi sociali intermedi sui quali poggia una parte importante della Costituzione che abbiamo difeso con forza; al contrario, riteniamo che i partiti debbano riconquistare il ruolo di rappresentanza degli ideali e degli interessi materiali delle classi sociali abbandonando la��autoreferenzialitA� e ponendosi come soggetti attivi del cambiamento, come sottolinea anche lA�elaborazione di Luigi Ferrajoli che, a nostro giudizio, puA? essere considerata il punto di partenza di una rinnovata cultura politica della sinistra.

LA�alternativitA� al PD non si estingue con la sconfitta di Renzi, il problema non A? una persona, ma una linea politica che ha segnato una lunga stagione politica e che A? il frutto di una mutazione genetica di quel partito e di tutte le socialdemocrazie europee.

La prima necessitA� del nostro Paese A? la costruzione di una Sinistra che sappia porre al centro le urgenze quotidiane dei settori sociali piA? deboli, a partire dal lavoro e dal diritto universale alla salute, allA�istruzione, alla casa.

Per fare questo A? necessaria una politica economica espansiva, di rilancio della��occupazione e per la difesa del suolo e del patrimonio artistico e culturale del Paese, cancellando il jobs act, ciA? che resta della A�buona scuolaA� e il pareggio di bilancio in Costituzione, bloccando la privatizzazione della sanitA� e lo Sblocca Italia, porta spalancata al sistema tangentizio. Soprattutto A? necessario cancellare la legge Minniti/Orlando e i provvedimenti seguenti, che noi abbiamo denunciato da subito e che oggi la��ONU riconosce tra le cause principali delle torture e della condizione di schiavitA? sperimentate da decine di migliaia di migranti.

Questi obiettivi necessitano innanzitutto di una ripresa dei movimenti sociali, e della consapevolezza che, soprattutto in una fase di difficoltA�, la presenza di una sponda politica significativa e non di pura testimonianza A? tuttA�altro che di secondaria importanza.

Sottrarsi alla ricerca di percorsi unitari per ribadire la propria identitA�, creare steccati per escludere qualcuno, rivendicare supremazie nel processo unitario o dar vita a liste destinate al sicuro fallimento, sarebbe una imperdonabile colpa.

Volere la��unitA� vuol dire mettere assieme la nostra storia con altre storie diverse, ma tendenti agli stessi valori di eguaglianza, di giustizia sociale, di difesa dei beni comuni e della pace oggi in pericolo.

Vuol dire sviluppare un confronto con pari dignitA� tra formazioni politiche che stanno in parlamento, altre che stanno negli enti locali, associazioni e movimenti che operano nel sociale e che costruiscono cultura alternativa, fino alle tante e differenti forme di militanza nella sinistra sindacale.

A Milano, come in tante altre realtA� locali, questo associazionismo A? ben vivo.

Dalla straordinaria manifestazione del 20 maggio, quando centinaia di migliaia di persone hanno contestato le politiche anti-immigrati del governo, alle scuole popolari dellA�Associazione A�Non uno di menoA�, che ha realizzato il partecipatissimo Convegno su Don Milani, ai grandi convegni organizzati dallA�associazione CostituzioneBeniComuni sulle cause e le responsabilitA� delle migrazioni e sullo spreco di denaro pubblico rappresentato da Expo, passando per il dibattito con Ferrajoli sulla crisi della democrazia e per i progetti concreti in difesa del diritto al cibo e allA�acqua, fino al recente Forum internazionale sulla salute promosso con il Gue, in occasione del G7, che ha rappresentato un punto dA�incontro tra lA�attivismo sociale e scienziati provenienti da ogni angolo del pianeta.

Partendo da tali esperienze non possiamo pensare che tutte queste realtA�, che rappresentano sperimentazioni sul campo di reali alternative, possano essere ridotte a passive fruitrici di decisioni prese altrove.

EA� necessario insistere nello sforzo per una lista unica, autonoma e alternativa al PD; siamo consapevoli delle difficoltA�, ma sappiamo anche che in assenza di una simile proposta crescerA� ulteriormente la massa di elettori di sinistra che, sfiduciati, ingrosseranno le fila dellA�astensionismo e aumenterA� la solitudine di quei settori sociali in nome e insieme ai quali noi tutti continuiamo ad affermare di voler cambiare questo Paese.

Per cambiare siamo ancora in tempo

***A�Vittorio Agnoletto, Piero Basso, Alessandro Braga, Alessandro Brambilla Pisoni, Franco Calamida, Cristina Cattafesta, Eliisabeth Cosandey, Leo Fiorentino, Massimo Gatti, Antonio Lareno, Maria Grazia Meriggi, Emilio Molinari, Paolo Pinardi, Albarosa Raimondi, Basilio Rizzo, Augusto Rocchi, Erica Rodari, Guglielmo Spettante

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