Per una legge elettorale proporzionale

Dopo la sentenza A�della Consulta con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge nr 52 del 6/5/2015(nota come Italicum ) nella parte in cui , secondo la legge elettorale adottata dal legislatore per la Camera a�?una lista puA? accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito al primo turno un consenso esiguo (la seconda lista con il 15 per cento dei consensi ottenuti al primo turno avrebbe potuto ottenere alla Camera il 54 per cento dei parlamentari a�? e a seguito della A�sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 che ha determinato A�le dimissioni del Governo Renzi rapidamente sosituito con un Governo fotocopia ,il Parlamento italiano A? stato invitato dal Presidente della Repubblica A�ad approvare una legge elettorale che renda conforme ed omogenea fra Camera e Senato A�la normativa in materia.

Ea�� necessario, sotto il profilo istituzionaleA� , A�che il Parlamento approviA� a�?possibilmente senza voto di fiducia a�? A�una legge che A�, dopo la��approvazione di due leggi dichiarate illegittime (Porcellum e Italicum) dalla Consulta A�, rispetti le sentenze del Giudice delle leggi e soprattutto i principi costituzionali in esse contenuti.

Occorre ricordare , infatti , che ,in caso di scioglimento anticipato delle Camere e in assenza di una nuova legge A�elettorale, avremmo una normativa di a�?risulta a�?(quella cioA? uscente dalla sentenza della Corte Costituzionale ) sostanzialmente proporzionale con sbarramento alla Camera A�al tre per cento A�e premio di maggioranza sino al 54 A�per cento dei seggi per la lista A�A�che superi il 40 per cento dei voti e un Senato che manterrebbe la sua natura elettiva su base regionale ex art. 57 della carta costituzionale e con soglia di accesso pari alla��otto per cento per le liste che scelgono una presentazione autonoma dalle coalizioni (Consultellum ).

Due leggi elettorali differenti , dunque , con possibilitA� astratta di maggioranze diverse e disomogenee A�fra Camera e Senato.

La Corte Costituzionale, sul puntoA� ,ha ribadito che a�?la Costituzione, se non impone di introdurre per i due rami del Parlamento , sistemi elettorali identici , tuttavia esige A�che , al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare , i sistemi adottati pur se differenti , non devono ostacolare , alla��esito delle elezioni , la formazione di maggioranze parlamentari omogeneea�?.

Nel dibattito parlamentare apertosi, si A? registrato inizialmente un accordo fra le quattro forze politiche favorite dai sondaggi (Pd, Forza Italia , Movimento cinque stelle ,Lega ) con la��obiettivo di votare entro il mese di ottobre intorno a un disegno di legge(relatore Fiano parlamentare Pd ) ,condivisoA� in commissione affari costituzionali della Camera a maggioranza A�,intorno a un sistema elettorale presentato come A�tedesco con proporzionale e soglia di sbarramento per i due rami del Parlamento con soglia al 5 per cento.

Tale accordo A? , successivamente , A�naufragato A�per ragioni meramente di carattere politico A�proprio a seguito della��accoglimento alla Camera di A�un emendamento presentato A�dalla parlamentare di A�Forza Italia Biancofiore A�(sostenuto dal Movimento 5 stelle ) che estendeva il metodo proporzionale, con soglia di sbarramento al cinque per cento, anche per A�una regione a statuto speciale come il Trentino Alto Adige.

Il sistema elettorale tedesco ,in realtA� , presenta diverse caratteristiche da quello approvato dalla commissione affari costituzionali della Camera ; preliminarmente , la Costituzione tedesca A�prevede per il Bundestag la��elezione di almeno 598 parlamentari che possono variare nel numero anche in eccesso se ad esempio una lista ,pur non ottenendo il cinque per cento a livello nazionale , riesce ad ottenere la maggioranza relativa in almeno tre collegi uninominali.La Costituzione italiana prevede ,invece , un numero rigidamente A�fissato dalla Costituzione agli articoli 56 e 57 A�A�dei deputati (630 ) e dei senatori (315) A�.

In secondo luogo,nel sistema tedesco , il voto per la��elezione del parlamentare del Bundestag A�puA? essere disgiunto , vale a dire che la metA� dei parlamentari si elegge con sistema uninominale lasciando la facoltA� alla��elettore di scegliere un candidato diverso da quello indicato nel collegio uninominaleA� e collegato alla lista proporzionale bloccata che elegge la restante metA� dei parlamentari .

In quel sistema , dunqueA� , la��elettore puA? indicare due voti (uno sul collegio uninominale la��altro sulla quota proporzionale A�relativo alla forza politica prescelta ) sulla stessa scheda .

Inoltre , nel sistema costituzionale tedesco esiste la��istituto della sfiducia costruttiva che obbliga i presentatori di una mozione di sfiducia nei confronti del Governo , ad indicare una possibile maggioranza parlamentare alternativa a quella di cui si chiede la sfiducia.

Diversamente , nel disegno di legge proposto dalla commissione affari costituzionale della Camera dei deputati A�,restano immutati A�le dimensioni dei A�collegi uninominali A�della Camera (222) risultanti dalla normativa di risulta con la��obbligo A�perA? del voto unico anche per la scelta della quota proporzionale (378) A�dei deputati A�che vengono A�scelti, sempre , con il sistema della lista bloccata e dei capilista indicati ,ovviamente , dalle segreterie dei partiti.

In tal modo , la��elettore sarebbe obbligato (seppur con lista corta ) a votare la��intera lista bloccata senza poter esercitare , dunque A�,il proprio diritto di voto per quanto concerne una candidatura giudicata negativamente A�.

Nella proposta di legge elettorale Fiano A�,inoltre ,in violazione della��art. 56 della Costituzione , i collegi vengono determinati sulla base del censimento generale della popolazione del 1991 e non della��ultimo censimento generale A�di quello cioA? piA? recente eseguito nazionalmente A�dalla��Istat A�A�nel A�2011.

Con tale sistema , quello proposto dalla commissione affari costituzionali A�della Camera dei deputati ,il candidato che nel collegio uninominale territoriale avesse riportato A�un consenso anche superiore al 50 per cento dei voti(pensiamo ad esempio alla candidatura del Presidente Regione Toscana o del Sindaco di Napoli ad esempio ) , non verrebbe eletto nel caso in cui la sua lista (alla Camera e al Senato )non ottenga A�un voto nazionale superiore al cinque per cento dei voti complessivi .

Con tale soglia di sbarramento forze politiche che ,magari , potrebbero ottenere un milione e 500.000 voti( con una partecipazione al voto politico pari al 70 per cento circa degli aventi diritto A�ad esempio A�) resterebbero A�fuori dalla rappresentanza parlamentare.

Tale sistema (quello dei capilista bloccati ), combinato con collegi di dimensioni ridotte porterebbe al risultato che la stragrande maggioranza dei parlamentari (il 62 per cento secondo una prima stima riguardante il disegno di legge Fiano ) sarebbero nominati dai capi dei partiti senza che gli elettori possano concorrere in alcun modo nella scelta dei loro rappresentanti.

La nuova legge elettorale non deve essere , almeno per questa volta , una riedizione di leggi ,che per la governabilitA� sacrifichino la rappresentanza in violazione dei principi costituzionali sul diritto di voto , eguale , libero diretto e personale per camera e Senato(art. 3, 48 , 56 e 57 della Costituzione ).Le recenti elezioni svoltesi nel Regno Unito , dimostrano come un sistema maggioritario purissimo di per sA� , non garantisca certamente la governabilitA�.

A�Il partito conservatore della May A�A�, dopo la��esito delle ultime elezioni politiche A�,per governare ha A�A�chiesto la costituzione di una coalizione di governo A�con gli unionisti nordirlandesi per ottenere la maggioranza parlamentare.

Una legge elettorale proporzionale per Camera e Senato , che archivi definitivamente la stagione del Governo del Capo e restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i parlamentari A? la via maestra per ricostruire alleanze credibili , fondate sulla compatibilitA� dei programmi e nonA� , come spesso avvenuto nella��ultimo ventennioA� , sulla convenienza a spartirsi i premi di maggioranza.

Acquista tutta la sua pregnanza la sottolineatura decisiva del metodo elettorale proporzionale (per altro, individuato come sistema A�elettorale da preferirsi dallaA� stessa Assemblea Costituente che eletta con legge proporzionale , sul punto , appprovA? uno specifico ordine del giorno).

Di esso si tace la reale caratteristica (quello di garantire la��effettivo pluralismo culturale e politico presente nella storia di un Paese ), proprio perchA� solo nella A�sua conformazione di meccanismo volto alla rappresentazione a�?integrale a�? del sistema elettorale merita il titolo che lo contrappone al metodo a�?uninominale a�? maggioritario ,a A�uno o due turni , usato in Gran Bretagna , negli Usa e nella Francia a�?presidenzialistaa�?spesso scarsamente rappresentativo dell a�? effettivo peso delle A�forze politiche di opposizione .

Il proporzionale a�? solo se A? puro a�? ha la��obiettivo di riflettere in termini piA? esatti possibili tutti i gruppi sociali e le forze politiche che partecipano alle elezioni.

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