La��invenzione mediatica della��ultimo pontiere

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Missioni impossibili.A�La rottamazione, ideologia che porta al potere solo perchA� si ha un corpo giovane, si A? avventata in modo catastrofico sulle forme sofferenti della politica

Questa sceneggiata dei a�?pontieria�? che provano a stringere attorno a Renzi una alleanza riparatrice, che va da Alfano alla sinistra, A? cosA� grottesca che poteva anche essere risparmiata. Contribuisce solo al degrado culturale della politica che declina nella sua autorevolezza non per la grande tattica, ma per le inutili finzioni di un tatticismo sterile di tante anime belle che blandiscono con amorevoli aperture e perA? nascondono il pugnale per strapazzarti.

Se la��idea di una lista unitaria di sinistra sarA� confermata dopo tanti venticelli ostili, dovrebbe compiere una azione di bonifica per sminare il terreno.Sminarlo dagli esplosivi depositati dai media che inventano trattative in extremis, fantasticano su straordinarie aperture programmatiche concesse dal disperato quartier generale del Nazareno, costruiscono un clima da��ansia per denunciare, chiunque non si accodi agli ordini di Renzi, come un folle estremista degli anni Trenta che spalancA? la via del potere al nazismo.

Questa invenzione mediatica di padri nobili che da un piedistallo si lanciano in prediche edificanti e divagano in sollecitazioni ecumeniche a ritrovarsi, svela che il re A? nudo e che solo con la paura cerca di resistere. Scomodare il pericolo totalitario e annunciare tragedie dietro la��angolo per colpa di un libero voto degli elettori A? segno di una irresponsabile visione della politica.

Cosa ca��A? da temere? Che un governo padronale, con una spudorata provocazione, cancelli la��articolo 18? Un qualche potere terribile potrebbe strapazzare il diritto del lavoro e regalare ai padroni la libertA� di licenziare dietro una simbolica remunerazione monetaria? O ca��A? da tremare dinanzi alla��inquietante idea che una maggioranza occasionale approfitti del plusvalore politico dei numeri per manipolare la costituzione?

A creare spavento A? la��immagine di un capo pseudo-carismatico che con disciplina militare maltratta la Carta e poi organizza un plebiscito sulla propria leadership personale? O forse il pericolo incombente A? che qualche politicante, a pochi mesi dal voto, imponga, con il voto di fiducia richiesto alla camera e al senato, una nuova legge elettorale che regala il governo alla destra? Si potrebbe affacciare lo spettro di un potere demagogico che aggredisce istituti tecnici come la Banca da��Italia esponendo il sistema monetario e finanziario a rischi immensi?

Dinanzi a cose giA� viste, questo accanimento dei media unificati per costruire un allarme cosmico si rivela pittoresco. Non ci sono catastrofi da scongiurare con unioni sacre giurate al cospetto di un improbabile negoziatore. La sola alternativa che sta dinanzi alla sinistra A? di perdere sotto il comando poco amico di Renzi, lasciando cosA� immutato un sistema dei non-partiti ormai incancrenito, o di sfidare la��imperativo del successo immediato per ricostruire una proposta politica combattiva che consenta di ripartire per un nuovo scenario.

La sinistra deve costruire una alternativa di sistema. La folle legge elettorale, che rilancia le coalizioni insincere, A? un ostacolo che perA? non puA? indurre alla rinuncia di inseguire cose nuove. La dissoluzione del Pd A? avvenuta per limiti oggettivi del progetto originario e per una propensione alla��oblio imputabile alla leadership renziana. La��ideologia della rottamazione che porta al potere solo perchA� si ha un corpo giovane si A? avventata in modo catastrofico sulle forme della politica giA� in sofferenza.

Machiavelli non escludeva i a�?giovanissimia�? dal comando politico e militare. A�E quando uno giovane A? di tanta virtA? che si sia fatto in qualche cosa notabile conoscere, sarebbe cosa dannosissima che la cittA� non se ne potessi valereA�. La moltitudine per questo dovrebbe A�eleggere uno giovaneA�, senza attendere che svanisca A�quel vigore della��animo e quella prontezzaA� che lo caratterizzano. PerA? questo giovane capo deve essersi prima distinto per A�qualche nobilissima azioneA�. Con il suo populismo giovanilista, Renzi ha invece esaltato solo il corpo con la camicia bianca e ha lodato la��inesperienza, la��estraneitA�, la semplicitA�, il nulla della comunicazione.

Cucire attorno al suo populismo distruttivo una finta alleanza, solo per apparire piA? competitivi al voto, non serve a nulla. Il Pd espugnato dal comitato da��affari A? un esperimento fallito e nessun soccorso rosso potrebbe rianimarlo. Dal passaggio ineluttabile verso la disgregazione di un velleitario partito personale sprovvisto della proprietA� di azienda e media, A? possibile trovare risposte costruttive. Senza attendere il tonfo della sconfitta annunciata, dovrebbe subito prendere corpo una soggettivitA� della sinistra capace di riorganizzare il conflitto per immettere nella politica interessi collettivi e sottrarla alla��abbraccio mortale con il capitale, la finanza, il malaffare.

Nella odierna postdemocrazia, il denaro occupa le istituzioni, privatizza la legislazione. La politica A? tramontata come luogo della decisione autonoma, il personale politico segue oscuri percorsi di carriera e appannati canoni di legittimazione. La sinistra dovrebbe essere una prima risposta al declino in una democrazia minore che abbandona il territorio al nichilismo della antipolitica disperata.

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