Legge elettorale: commedia degli inganni

Gli ingannati, ancora una volta, sono elettrici ed elettori, ai quali una propaganda martellante vuol fare credere che A? materia incomprensibile, tecnica e sarebbe comunque tempo perso occuparsene perchA� non se ne farA� nulla.

Il risultato, ad oggi, A? che mentre sulla Costituzione si A? via via creata una grande attenzione, fino alla vittoria del No del 4 dicembre 2016, sulla legge elettorale la��opinione pubblica A? distratta, incerta, quasi non ca��entrasse con la Costituzione. Eppure proprio Renzi aveva chiarito, alla��inizio, che ca��A? un rapporto inscindibile tra modifiche costituzionali e legge elettorale. Tanto che dalla��Italicum fu tolta la��elezione del Senato, nella convinzione di vincere il referendum e renderlo non piA? eleggibile.

Quando Renzi e la maggioranza pensavano di vincere il referendum puntavano ad una legge elettorale ipermaggioritaria come la��Italicum, degno erede del Porcellum. Dopo la vittoria del NO A? emerso chiaro che una nuova legge elettorale, coerente per Camera e Senato come ha chiesto anche Mattarella, non A? facile da ottenere, tanto piA? se drogata da ipermaggioritario.

Tanto che Renzi dopo le reazioni del fronte maggioritario a�� dentro e fuori il Pd a�� sulla nuova bozza di legge elettorale a giugno ha preferito far saltare il banco, prendendo a pretesto un incidente parlamentare, importante, ma non tale da giustificare questo repentino voltafaccia.

Oggi sembra prevalente la convinzione che tanto vale votare con le leggi che restano dopo gli interventi della Corte costituzionale e pazienza se uscirA� una situazione difficilmente governabile. La cosa che interessa di piA? ai capi partito A? decidere dalla��alto chi verrA� eletto, in modo da controllare il futuro parlamento e queste leggi possono servire allo scopo.

Eppure dopo tre elezioni nazionali con il porcellum dovrebbe essere chiaro a tutti che il parlamento A? oggi ai minimi storici di apprezzamento tra i cittadini. Solo chi vuole mettere in discussione la centralitA� del parlamento puA? avere interesse a volerne eleggere un altro incapace di muoversi con autonomia.

Purtroppo un colpo alla credibilitA� del parlamento verrA� proprio da quello attuale se si dimostrerA� incapace di arrivare ad approvare una nuova legge elettorale, coerente con i principi costituzionali.

Attenzione: contro la Costituzione si stanno muovendo opinionisti importanti, che mettendo i piedi nel piatto propongono non solo di rilanciare le modifiche alla seconda parte della Costituzione, ma chiariscono che cambiare la seconda serve a modificare anche la prima, cioA? i principi, che invece richiederebbero piena attuazione legislativa.

Settori delle classi dirigenti del nostro paese recepiscono cosA� le pressioni provenienti da ambienti europei ed internazionali, in particolare finanziari, che vogliono modificare Costituzioni come la nostra, che bloccano derive accentratrici ed autoritarie. La��obiettivo A? dare potere a tecnocrazie decisioniste.

Se il parlamento diventasse difficilmente difendibile per la sua incapacitA� di legiferare se non sotto dettatura, dietro la��angolo ci sarebbe una qualche forma di deriva presidenzialista, del resto presente nella predilezione renziana per il sindaco da��Italia. La destra sostiene esplicitamente una via presidenzialista.

Il rovesciamento della nostra Costituzione aprirebbe la strada ad un ribaltamento istituzionale, sogno antico di settori importanti delle classi dirigenti italiane ed europee, oggi tornato di attualitA� con la��alibi della globalizzazione.

La legge elettorale non A? dissociabile dalla Costituzione. Una buona legge elettorale A? condizione per garantire la Costituzione.

I costituenti non hanno inserito i principi della legge elettorale, ma la Corte ha il compito di vigilare sul rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, anche se lo ha fatto con ritardo (3 elezioni con il porcellum) e tanta prudenza.

Tra Costituzione e legge elettorale ca��A? un legame fortissimo, derivante da principi come la��uguaglianza del voto, una rappresentanza non ridotta oltre limiti di ragionevolezza. Il premio di maggioranza non corrisponde a questi principi, che giA� faticano a tollerare soglie di accesso troppo alte.

La governabilitA� va garantita ma a questo debbono servire sia norme come la sfiducia costruttiva, sia una ripresa del ruolo proprio dei partiti che dovrebbero avere programmi veri, vita interna democratica e trovare intese politiche trasparenti dal loro incontro, quando A? necessario.

Dalla legge elettorale dipenderanno le scelte politiche del futuro parlamento e la stessa qualitA� della nostra democrazia.

Per stoppare il tentativo di rimangiarsi il risultato del referendum occorre anzitutto ridare ruolo e credibilitA� al parlamento, al suo ruolo di rappresentanza dei cittadini.

Ea�� fondamentale che gli elettori possano decidere chi mandare in parlamento.

Collegi piccoli ? Preferenze ? Le modalitA� di elezione possono essere diverse, ma A? decisivo che non ci siano parlamentari che debbono la loro elezione ai capipartito grazie al posto che avranno in una lista bloccata. I parlamentari debbono rispondere del loro operato agli elettori ed essere confermati o cambiati di conseguenza.

Il Coordinamento Democrazia Costituzionale, protagonista della vittoria del NO, il prossimo 2 ottobre ha convocato una��assemblea nazionale in cui denuncerA� con tutta la forza possibile la gravitA� di questa situazione.

Vogliamo una nuova legge elettorale coerente per Camera e Senato, con cui gli italiani possano decidere direttamente chi andrA� in parlamento a rappresentarli.

La��iniziativa del 2 ottobre prossimo (alla Camera) si richiama a quella della��11 gennaio 2016 che lanciA? la campagna per il No, e da qui partirA� una campagna nel paese di mobilitazione per informare e denunciare comportamenti inaccettabili, che puntano a sottrarre ai cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentanti.

Occorre una svolta rispetto a Italicum e Porcellum. Ca��A? ancora il tempo per approvare una nuova legge elettorale, basta volerlo, contrastando chi conduce nella��ombra un gioco di potere inaccettabile. Questo va ricordato a chi sembra troppo occupato a calcolare se supererA� o meno le soglie di sbarramento e a chi pensa di potersi estraniare dalla legge elettorale e propone di introdurre il vincolo di mandato per gli eletti.

In gioco ca��A? il futuro della democrazia italiana, una nuova (buona) legge elettorale A? indispensabile.

 

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