Insieme a Milano, perchA� nessuno A? illegale

Per la manifestazione del 20 maggio

A? sempre piA? urgente proporre un punto di vista diverso rispetto al tema della��accoglienza in Europa. Di fronte ai muri, al veleno della xenofobia e del razzismo iniettato dagli imprenditori della paura nelle vene della societA�, di fronte alla sorditA� di gran parte delle istituzioni, bisogna reagire. Per questo la manifestazione di Milano puA? e deve essere un punto di snodo importante, come lo A? stata quella di Barcellona, per questo saremo in piazza. Marciare per la��accoglienza significa, oggi piA? che mai, marciare per la vita e per la dignitA� umana.

Non sfuggirA� a nessuno, credo, che la condizione dei migranti, oggi piA? di ieri, A? strettamente connessa a quella dei piA? deboli e dei piA? poveri che abitano le nostre cittA�, le nostre periferie. A? sulla pelle dei piA? deboli, di qualunque colore sia, che si sta giocando una partita terribile, e che abbiamo il dovere di contrastare se vogliamo anche solo provare a disegnare un mondo diverso.

La��Europa si presenta sempre piA? come una fortezza, intenta a proteggere i propri confini. Lo fa con Frontex e lo fa con il vergognoso accordo con la Turchia di Erdogan a cui cerca di appaltare controllo e repressione. Oggi la��Italia riproduce lo stesso modello di esternalizzazione firmando accordi con pezzi di governo e tribA? libiche. In Italia anni di legislazione fondata sulla cultura del respingimento hanno costruito il terreno su cui sono cresciuti razzismo e intolleranza. La��attacco vergognoso alle Ong che salvano migliaia di vite in mare in uno straordinario sforzo di supplenza rispetto alla��assenza di chi, Europa in testa, dovrebbe garantire canali umanitari sicuri ne A? una testimonianza evidente.

La Bossi-Fini ha messo un muro sui nostri confini e ha reso il Mediterraneo un cimitero. Il sistema di accoglienza A? inceppato e farraginoso, basato piA? sulla discrezionalitA� di governo e prefetture, che su una piena consapevolezza e coinvolgimento delle comunitA� locali. Ma soprattutto resta legato ad una logica emergenziale. Che si riproduce e produce opacitA�, in un circolo vizioso che non si spezza mai, con le politiche di contrasto alla povertA� e alle disuguaglianze ridotte a nulla.

Insieme per ribadire che nessuna persona A? illegale. Bisogna chiudere con la stagione in cui scambiamo i sintomi della malattia con la sua cura: se anche per chi ha le sue radici politiche nella sinistra il tema della povertA� viene affrontato con le armi del decoro, della presunta sicurezza, dei super poteri ai sindaci come previsto dai pessimi decreti Minniti-Orlando mi pare abbastanza evidente che continueranno a crescere i muri. E con loro continueranno a crescere la paura, il razzismo e la violenza.

Abbiamo bisogno della��esatto contrario. Facciamolo.

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