Cgil: no alla��emendamento che minaccia il diritto di sciopero

La proposta di modifica viene dall’ex ministro del Lavoro Sacconi: chiede che vengano comunicate in anticipo adesioni e revoche individuali. Appello al presidente del Senato Grasso perchA� lo dichiari inammissibile. I sindaci incontrano Laura Boldrini alla Camera: A�Basta tagli, piA? misure per le nostre cittA�A�

Un emendamento alla manovra minaccia la piena fruizione del diritto allo sciopero: A? stato presentato dalla��ex ministro del Welfare, oggi presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, e ieri la Cgil ha chiesto al presidente del Senato che venga dichiarato inammissibile, perchA� A�la legge di Bilancio non puA? contenere materie inerenti al diritto di scioperoA�.

La��emendamento prevede in sostanza a�� come spiega lo stesso Sacconi a�� A�la��obbligo di comunicazione anticipata tanto della revoca quanto della��adesione individualeA�. Si punta a evitare il cosiddetto A�effetto annuncioA�, per A�tutelare gli utentiA�, spesso scoraggiati a prendere i mezzi pubblici o indotti a utilizzare la��auto privata nonostante poi le adesioni allo sciopero si rivelino poche, conclude il presidente della Commissione Lavoro di Palazzo Madama.

La Cgil, con il segretario confederale Vincenzo Colla, A? contraria alla��emendamento e osserva che A�la��attuale disciplina sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali prevede giA� strumenti e misure per modificare le procedure con accordi attuativi tra le parti sociali. Non ca��A? alcun bisogno di iniziative legislative a�� aggiunge il sindacato a�� per di piA? in contrasto con la nostra CostituzioneA�.

A�Il senatore Sacconi non dimentichi che la legge di Bilancio non puA? contenere materie inerenti al diritto di sciopero a�� sottolinea poi Colla a�� Sarebbe una grave forzatura alle norme costituzionali e ai contenuti della��articolo 40 della CartaA�.

La Cgil fa appello A�alla saggezza del Presidente del Senato, che ha i poteri di dichiarare inammissibile la��emendamento in applicazione della��articolo 81 della CostituzioneA�.

Ma ieri A? stata anche la giornata dei sindaci: in tanti, provenienti da tutta Italia, sono intervenuti alla Camera in occasione della��incontro A�Le cittA� del futuroA� indetto dalla��Anci. Da Virginia Raggi a Enzo Bianco, i primi cittadini italiani hanno chiesto maggiore attenzione da parte della manovra, misure ad hoc e meno tagli.

A�La legge di bilancio uscita dal Consiglio dei ministri merita 7 sul piano degli investimenti e 4 su quello della spesa corrente a�� ha osservato il sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci per il fisco locale, Guido Castelli a�� Il 2018, infatti, in assenza di correttivi, rischia di ridurre le disponibilitA� dei nostri bilanci di un miliardo: 600 milioni per il rinnovo contrattuale dei dipendenti e 350 per quanto riguarda la��aumento della��obbligo di accantonamento per crediti deterioratiA�.

A�Non abbiamo, dopo 11 miliardi di tagli, la possibilitA� di sostenere questa ulteriore riduzione di spesaA�, ha aggiunto Castelli, che ha poi auspicato che la��incontro con la presidente Laura Boldrini A�possa essere il presagio di un rinnovato e piA? concreto impegno per la spesa corrente dei Comuni, che non A? spesa improduttiva, ma per servizi e qualitA� della vita della nostra genteA�.

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